
Le parole scorrono fluide e termino ”Avevamo tanta fame” di Ada Grecchi, un libro fresco, che si legge in fretta e che mette a confronto quattro generazioni di donne milanesi, dal 1940 ai giorni nostri. La storia di un microcosmo di donne che parla al cuore di chiunque creda ancora al valore dell’impegno, della tenacia, dell’altruismo, del rispetto per gli altri, del senso comune, del duro lavoro per contribuire al reddito familiare, in quel caso, per sopravvivere.
Soprattutto dell’enorme sacrificio in nome della famiglia, dei figli, senza dimenticare l’amore per il proprio compagno di vita. Otto Donne incredibili, come ce ne erano e come ce ne sono ancora, che profondono tutte le loro energie e il loro amore in ogni cosa che fanno e che non solo rappresentano il fulcro del loro microcosmo, ma riescono anche, con una volontà di ferro, a evolvere, crescere, migliorare la propria condizione, senza sottomettersi a nessuno, semplicemente seguendo il proprio talento e l’ostinata voglia di fare e di vincere. Vincere la fame, la paura, la cattiveria, la durezza della vita, la solitudine, la mancanza di tutto, ingegnandosi e lavorando con la fantasia, cercando anche di riscattarsi da una condizione semplice e umile per crescere, per dare ai propri figli la possibilità di ‘essere’ qualcosa di più. Una lezione per tanti uomini, per tante donne, per tutti. Donne che, nonostante le tante difficoltà, hanno creduto nell’importanza di avere figli, di crescerli e educarli con amore e senso pratico, con fiducia e coraggio, credendo fortemente che i bambini sono il futuro e questo andava migliorato e che la vita ha un senso se si ha la voglia e la forza di inseguire un sogno. Nelle nostre vite frenetiche oggi ritroviamo ancora queste Donne, non ce ne sono più moltissime, ma le riconosci dall’energia che emanano. Donne che si districano a fatica tra mille ruoli diversi: madri, mogli, lavoratrici, figlie, amiche, compagne, assistenti; Donne che lavorano come matte tutto il giorno, che hanno più energie di un decatleta, che governano famiglie pasticciate cercando di far quadrare sempre tutto, di non sbagliare mai. E se le guardi, sono anche ben curate, sensibili, colte, perché trovano anche il tempo di andare dal parrucchiere, di cercare il senso della vita e di nutrire il proprio cervello, per essere sempre al passo con la veloce realtà che tutto ingoia, tranne loro. Capita a volte che si dimentichino di se stesse per dare tanto agli altri, ma ne sono felici, perché non sono egoiste, sono anche Donne generose, che amano le persone e le rispettano, e con umiltà sono sempre pronte a migliorare e imparare. E’ a queste Donne bioniche che sono proprio così, che oggi voglio dedicare un pensiero speciale. Perché in un mondo fatto di tante femminucce arriviste, capricciose e vuote, egoiste e pretenziose, vittime forse di una società svuotata di valori e contenuti e di famiglie inesistenti, che non sanno più trasmetterli, esse rappresentano quello che da sempre è la vera natura di una Donna. E forse anche molto di più.
Stefania Taruffi
Foto in licenza CC: Jessica garro
