lunedì 8 marzo 2010

Ecologia del vivere: Cosa vuol dire essere "Donna".


Le parole scorrono fluide e termino ”Avevamo tanta fame” di Ada Grecchi, un libro fresco, che si legge in fretta e che mette a confronto quattro generazioni di donne milanesi, dal 1940 ai giorni nostri. La storia di un microcosmo di donne che parla al cuore di chiunque creda ancora al valore dell’impegno, della tenacia, dell’altruismo, del rispetto per gli altri, del senso comune, del duro lavoro per contribuire al reddito familiare, in quel caso, per sopravvivere.
Soprattutto dell’enorme sacrificio in nome della famiglia, dei figli, senza dimenticare l’amore per il proprio compagno di vita. Otto Donne incredibili, come ce ne erano e come ce ne sono ancora, che profondono tutte le loro energie e il loro amore in ogni cosa che fanno e che non solo rappresentano il fulcro del loro microcosmo, ma riescono anche, con una volontà di ferro, a evolvere, crescere, migliorare la propria condizione, senza sottomettersi a nessuno, semplicemente seguendo il proprio talento e l’ostinata voglia di fare e di vincere. Vincere la fame, la paura, la cattiveria, la durezza della vita, la solitudine, la mancanza di tutto, ingegnandosi e lavorando con la fantasia, cercando anche di riscattarsi da una condizione semplice e umile per crescere, per dare ai propri figli la possibilità di ‘essere’ qualcosa di più. Una lezione per tanti uomini, per tante donne, per tutti. Donne che, nonostante le tante difficoltà, hanno creduto nell’importanza di avere figli, di crescerli e educarli con amore e senso pratico, con fiducia e coraggio, credendo fortemente che i bambini sono il futuro e questo andava migliorato e che la vita ha un senso se si ha la voglia e la forza di inseguire un sogno. Nelle nostre vite frenetiche oggi ritroviamo ancora queste Donne, non ce ne sono più moltissime, ma le riconosci dall’energia che emanano. Donne che si districano a fatica tra mille ruoli diversi: madri, mogli, lavoratrici, figlie, amiche, compagne, assistenti; Donne che lavorano come matte tutto il giorno, che hanno più energie di un decatleta, che governano famiglie pasticciate cercando di far quadrare sempre tutto, di non sbagliare mai. E se le guardi, sono anche ben curate, sensibili, colte, perché trovano anche il tempo di andare dal parrucchiere, di cercare il senso della vita e di nutrire il proprio cervello, per essere sempre al passo con la veloce realtà che tutto ingoia, tranne loro. Capita a volte che si dimentichino di se stesse per dare tanto agli altri, ma ne sono felici, perché non sono egoiste, sono anche Donne generose, che amano le persone e le rispettano, e con umiltà sono sempre pronte a migliorare e imparare. E’ a queste Donne bioniche che sono proprio così, che oggi voglio dedicare un pensiero speciale. Perché in un mondo fatto di tante femminucce arriviste, capricciose e vuote, egoiste e pretenziose, vittime forse di una società svuotata di valori e contenuti e di famiglie inesistenti, che non sanno più trasmetterli, esse rappresentano quello che da sempre è la vera natura di una Donna. E forse anche molto di più.


Stefania Taruffi

Foto in licenza CC: Jessica garro

mercoledì 3 marzo 2010

Ecologia del vivere: "La bellezza salverà il mondo"


di Stefania Taruffi
La frase, tratta da L’Idiota, del grande romanziere russo F. Dostoevskij, vede protagonista un essere assolutamente buono, il principe Myskin, alle prese con un mondo invece completamente malvagio. La missione di questo eroe atipico sarà appunto quella d’instillare il seme della bellezza, di cui lui è portatore, in un contesto di assoluta desolazione spirituale. Missione che lui stesso fallirà inesorabilmente; La bellezza domina questo capolavoro, dalla prima all’ultima riga, aleggiandovi ed esercitando sui lettori un’irresistibile fascinazione. Bellezza che, in altri termini, non può che essere di derivazione platonica. Infatti, sia Platone sia Dostoevskij, non credevano in questo mondo, preda della bruttezza, bensì non smisero mai di credere nell’oltre mondo della bellezza – intesa come fuoriuscita da un mondo inferiore.
Mai come oggi occorre soffermarsi ancora sul concetto di Bellezza. Forse perché assistiamo malinconicamente al suo declino, osservando le tante cose brutte che incontriamo ogni giorno sulla nostra strada.
Da secoli filosofi e intellettuali hanno cercato di descriverla, artisti di raffigurarla, comuni mortali di perseguirne l’ideale e di goderne. Perché lei, nonostante tutto, è sempre esistita ed esiste ancora. E ci fa stare bene solo a guardarla. La troviamo nella natura, nelle opere d’arte, nelle emozioni, nel corpo, nell’anima, nei pensieri, nelle azioni, nelle parole, nei gesti e nelle cose. E’ ovunque come la Bruttezza, a contendersi con questa il destino del mondo: Bene o Male, Salvezza o Distruzione. Ne deriva quindi anche un’eticità del Bello (Platone docet), perché le cose Belle devono essere anche Buone e piene di qualità e il loro effetto, sono il Bene. Sì, perché fin dalle origini della nostra civiltà l’energia creativa della bellezza è stata il motore dell’esistenza umana, ha suscitato desideri e passioni, sollecitato azioni e pensieri positivi. Perché la Bellezza è armonia. La stessa armonia insita nella natura, che incarna la bellezza più grande che sia stata mai creata e che tutti cercano di devastare senza riuscirci: la bellezza della natura, che è superiore al male. Ciò che più mi spaventa, sono i miti alimentati da una parte dell’umanità, che stanno devastando il Bello e il Bene: la brama di potere, la corsa al denaro, la bellezza esteriore, il possesso, che altro non producono che avidità, corruzione, livellamento della qualità verso il basso, mancanza di meritocrazia, superficialità e ingiustizia.
Gli ‘esteti’, seguaci di un’etica del vivere sana, armoniosa e positiva spesso perdono le loro piccole battaglie. E si scoraggiano osservando inermi la vittoria della Bruttezza e del Male. Tuttavia essi risorgono sempre dalle loro ceneri, come la fenice. Perché le sentinelle della Bellezza hanno l’energia inesauribile prodotta dalla stessa fonte che proteggono e non sono mai sole: la forza del Bello e del Bene risiede nella solidarietà, nella condivisione, nello spirito di gruppo, nella generosità, nella passione, nell’amore, nella speranza, nell’onestà intellettuale, nelle piccole opere quotidiane, nel perdono, fonti potentissime che sprigionano energia creativa e propulsiva e da sempre salvaguardano il mondo.