mercoledì 27 aprile 2011

Ecologia del vivere: un augurio speciale per noi e la nostra Terra.

di Stefania Taruffi

Quest’anno gli auguri di Pasqua più belli li ho ricevuti da un noto omeopata romano, un grande studioso i cui interessi spaziano in numerosi campi, un medico in continua ricerca interdisciplinare per capire e affrontare, con metodi alternativi integrati fra loro, i disagi e le malattie delle persone, così strettamente legati all’ambiente in cui vivono. Una persona che sa andare ‘oltre’ il sintomo, alla ricerca delle motivazioni più profonde che l’hanno provocato. La sua sensibilità a temi importanti e nobili che, purtroppo, non tutti hanno molto a cuore, lo portano sempre a riflessioni molto più ampie, che abbracciano l’intero ecosistema in cui l’uomo si trova a vivere oggi. Le sue parole mi hanno molto colpito e vorrei condividerle con i lettori:

Carissimi,

I miei auguri di cuore per la prossima festività Pasquale! Spero tutto bene per la vostra salute e il vostro benessere!

In questo momento non posso però esimermi da un appello che sento in me tanto urgente quanto doloroso. Non è più possibile concepire una Natura asservita ai capricci e al dominio dell’uomo su di essa, o meglio alle speculazioni d’imprenditori senza scrupoli che utilizzano le finite risorse del pianeta per bruciarle al Moloch di piccoli interessi privati, ancorché con opere mastodontiche, ma sempre concepite da un meschino privato interesse, incapace di guardare lontano, di salvaguardare le risorse per le generazioni future.
Il disastro del tecnologicissimo Giappone, che invierà in tutto il mondo la radioattività delle sue centrali, anche attraverso i suoi manufatti (che troveranno le maglie larghe per sfuggire ai controlli), ne è un esempio evidente; la voracità dei petrolieri ha creato lo scorso anno un danno incalcolabile in tutto il Golfo del Messico e non solo!

Nonostante gli innegabili progressi tecnologici della Medicina solo nel nostro Paese le persone viventi a cui è stato diagnosticato un tumore sono attualmente 2.200.000 (e quanti ancora non sanno di averlo?), maggiormente nei luoghi più inquinati!

Ciò che dovrebbe nutrirci, ciò che beviamo, ciò che respiriamo apporta metalli pesanti, radioattività, pesticidi, conservanti, coloranti, che si continuano a produrre a dispetto della nostra salute e dei danni sul clima e sull’ambiente. Gli OGM di fatto asservono totalmente l’agricoltura all’industria e alle multinazionali della chimica, producendo cibo che per forze di cose genera intolleranze alimentari, perché occorrono generazioni per adattarsi ad alimenti geneticamente modificati.

Nei cibi industriali c’è più chimica di sostanza: ciò per vendere un prodotto stabile nella forma e nel sapore, ma del tutto ‘falso’ come nutriente, se non dannoso.

I prodotti animali derivano per lo più da allevamenti – ad eccezione di quelli rigorosamente e realmente bio- che sono degli autentici lager, luoghi di sofferenza indicibile, e di quella sofferenza ci nutriamo e nutriamo i nostri bambini (vai a http://www.ilcambiamento.it/dietro_etichetta/uova_allevamenti_galline.html)

4681780323 bf441c41331 150x113 Ecologia del vivere: un augurio speciale per noi e la nostra Terra

Orto biologico in permacultura

L’humus fertile delle nostre terre è in via di gravissimo deterioramento dopo pochi decenni di dissennata agricoltura chimica, per cui molti terreni della verde Italia sono al limite della desertificazione. Non mi meraviglio che, in queste condizioni, il disagio psichico stia aumentando a dismisura, e le malattie con esso. La qualità di vita sta nettamente peggiorando.

E siamo ancora tra i popoli che non vivono il dramma della povertà assoluta, della fame che uccide, delle guerre, dell’emigrazione carica di sofferenze.

Di contro ho avuto il privilegio di conoscere in questi anni molte, molte, belle persone. Tra esse anche dei ragazzi, la cui generazione è oggi vilipesa. Amanti della Natura, delle agricolture sostenibili, delle energie pulite, creatori di mille movimenti culturali e operativi in favore di nuovi modelli di vita e di sviluppo, la cui forza sarà l’unione degli intenti e dell’ impegno, nel pluralismo di voci e nella diversità.

Ho conosciuto dei Meditanti, degli Uomini di fede di grande valore, indipendentemente dal loro credo di appartenenza e dal tipo di percorso spirituale.
Allora – a fianco di tutte le ‘belle persone’ che siamo e che possiamo essere – come medico, come cittadino, come abitante del Pianeta, come essere umano, vorrei evitare di essere un ‘parassita della Terra’, che, come i parassiti di nostra conoscenza, si nutrono della linfa vitale dell’ospite fino a esaurirne le risorse, senza dare nulla in cambio. Purtroppo l’homo economicus’, che oggi sta soppiantando il ‘sapiens’, è tra le peggiori specie parassite che la Terra abbia mai ospitato!

Vorrei contribuire, nel mio infinitamente piccolo, a sostenere e avviare un processo di rinnovamento, un cambiamento di rotta, nuovi modelli di vita e di sviluppo.

La nostra terra – se entriamo in un’ottica di rispetto e di sostegno reciproco, di sana simbiosi e non di bieco parassitismo – può garantirci una vita felice, il cibo può essere prodotto abbondantemente, mantenendo peraltro ampie aree in cui la Natura continui il suo provvido lavoro che svolge da milioni di anni.

La Pasqua di Resurrezione sia un’occasione per un rinnovamento del nostro sentire e del nostro agire, del Cuore e della Mente”.

E aggiungerei, non solo la Pasqua. Dovrebbe diventare un esercizio quotidiano.

Foto in licenza CC: Mr G 1980

http://www.italiamagazineonline.it/archives/9250/ecologia-vivere-augurio-speciale

giovedì 21 aprile 2011

Ecologia del vivere: salvare la Terra con pochi gesti quotidiani

di Stefania Taruffi

fontanella Ecologia del vivere: salvare la Terra con pochi gesti quotidiani

Il 22 aprile 2011, nei circa 200 paesi coordinati dall’Earth Day Network, Italia compresa, si celebra la Giornata mondiale della Terra. Quest’appuntamento annuale, ha lo scopo di sensibilizzare le persone sulla necessità di una maggior tutela del mondo in cui viviamo ed è diventata un’occasione per riflettere e agire concretamente identificando i problemi, cercando soluzioni concrete, anche nei microcosmi in cui trascorriamo la nostra quotidianità. Associazioni ed esperti portano continuamente all’attenzione della gente comune i fattori di rischio ambientale, i suggerimenti utili a proteggere la nostra terra e a migliorarne il difficile rapporto con gli esseri umani che la popolano e non sempre ne rispettano gli equilibri.

In vista della Giornata, sul sito ufficiale italiano (www.giornatamondialedellaterra.it) è stata lanciata una bellissima campagna intitolata: “Azioni del buon senso”, nata per raccogliere spunti dagli utenti. Piccoli suggerimenti, dettati appunto dal buon senso, da applicare nella propria vita quotidiana per salvaguardare l’integrità e l’equilibrio del pianeta terra e, di conseguenza, la sua vivibilità.

E’ un bell’esercizio che ognuno avrebbe il dovere di fare. Ognuno di noi dovrebbe domandarsi ogni giorno: ”Che cosa posso fare per salvaguardare il patrimonio ambientale in cui vivo, come posso proteggere le risorse nel mio piccolo, contribuendo a evitare il degrado e la distruzione dell’ambiente in cui vivo?” Se ogni persona, se ogni amministrazione pubblica utilizzasse una logica di buon senso, anziché solo di economia o di opportunità personali, forse la terra avrebbe molti amici in più.

Provo a cercare qualche azione utile, utilizzando il mio, di buon senso. Ne trovo molte facilmente realizzabili, solo con poco impegno. Basti pensare all’utilizzo/spreco dell’acqua, la risorsa più importante che abbiamo e che non potrà essere infinita. Va tutelata la sua qualità, ma anche la quantità: se ne spreca troppa e basterebbe solo buon senso per salvaguardarla. Mi viene in mente lo spreco dell’acqua potabile, spesso utilizzata nei mesi caldi per innaffiare giardini immensi, per molte ore. Le fontanelle per strada che scorrono ininterrottamente giorno e notte. I rubinetti di casa lasciati aperti mentre insaponiamo le mani o i piatti. Poi ci sono i rifiuti: non dobbiamo solo fare attenzione alla differenziata, ma anche impegnarci ad acquistare meno alimenti confezionati in voluminosi contenitori di plastica e piuttosto utilizzare le ricariche, da versare sempre nello stesso contenitore.

Rispettare i luoghi pubblici senza gettare rifiuti non degradabili per terra o nei mari. Non andare contro le regole pescando a strascico; girare di più in bicicletta o con i mezzi pubblici e quando possibile a piedi, fa anche bene alla salute.

Le amministrazioni hanno poi la responsabilità maggiore: precise limitazioni e regole mirate contro l’abusivismo edilizio, meno leggerezza nella definizione dei piani regolatori, multe salate a chi infrange le regole e maggiore ‘controllo’ del territorio, in termini di tutela dell’ambiente e degli spazi ‘verdi’.

E così via all’infinito, perché sono infinite le possibilità che abbiamo per aiutare la nostra terra. Soprattutto però, non dobbiamo mai smettere di usare il nostro buon senso, di dimostrare concretamente il nostro amore per la Terra. Ogni gesto dedicato a lei è come un gesto d’amore alla nostra madre, a colei che ci dona vita, mezzi, risorse, bellezza, nutrimento, senza chiedere null’altro in cambio, che il nostro rispetto e il nostro amore.

Provate a cercare con il vostro buon senso qualche piccola azione quotidiana utile alla Terra e se volete, condividetelo con noi, su Italiamagazine.

http://www.italiamagazineonline.it/archives/9039/ecologia-vivere-salvareterra-gesti

Foto in licenza CC: Slow Flyer


Ecologia del vivere: salvare la Terra con pochi gesti quotidiani

di Stefania Taruffi

fontanella Ecologia del vivere: salvare la Terra con pochi gesti quotidiani

Il 22 aprile 2011, nei circa 200 paesi coordinati dall’Earth Day Network, Italia compresa, si celebra la Giornata mondiale della Terra. Quest’appuntamento annuale, ha lo scopo di sensibilizzare le persone sulla necessità di una maggior tutela del mondo in cui viviamo ed è diventata un’occasione per riflettere e agire concretamente identificando i problemi, cercando soluzioni concrete, anche nei microcosmi in cui trascorriamo la nostra quotidianità. Associazioni ed esperti portano continuamente all’attenzione della gente comune i fattori di rischio ambientale, i suggerimenti utili a proteggere la nostra terra e a migliorarne il difficile rapporto con gli esseri umani che la popolano e non sempre ne rispettano gli equilibri.

In vista della Giornata, sul sito ufficiale italiano (www.giornatamondialedellaterra.it) è stata lanciata una bellissima campagna intitolata: “Azioni del buon senso”, nata per raccogliere spunti dagli utenti. Piccoli suggerimenti, dettati appunto dal buon senso, da applicare nella propria vita quotidiana per salvaguardare l’integrità e l’equilibrio del pianeta terra e, di conseguenza, la sua vivibilità.

E’ un bell’esercizio che ognuno avrebbe il dovere di fare. Ognuno di noi dovrebbe domandarsi ogni giorno: ”Che cosa posso fare per salvaguardare il patrimonio ambientale in cui vivo, come posso proteggere le risorse nel mio piccolo, contribuendo a evitare il degrado e la distruzione dell’ambiente in cui vivo?” Se ogni persona, se ogni amministrazione pubblica utilizzasse una logica di buon senso, anziché solo di economia o di opportunità personali, forse la terra avrebbe molti amici in più.

Provo a cercare qualche azione utile, utilizzando il mio, di buon senso. Ne trovo molte facilmente realizzabili, solo con poco impegno. Basti pensare all’utilizzo/spreco dell’acqua, la risorsa più importante che abbiamo e che non potrà essere infinita. Va tutelata la sua qualità, ma anche la quantità: se ne spreca troppa e basterebbe solo buon senso per salvaguardarla. Mi viene in mente lo spreco dell’acqua potabile, spesso utilizzata nei mesi caldi per innaffiare giardini immensi, per molte ore. Le fontanelle per strada che scorrono ininterrottamente giorno e notte. I rubinetti di casa lasciati aperti mentre insaponiamo le mani o i piatti. Poi ci sono i rifiuti: non dobbiamo solo fare attenzione alla differenziata, ma anche impegnarci ad acquistare meno alimenti confezionati in voluminosi contenitori di plastica e piuttosto utilizzare le ricariche, da versare sempre nello stesso contenitore.

Rispettare i luoghi pubblici senza gettare rifiuti non degradabili per terra o nei mari. Non andare contro le regole pescando a strascico; girare di più in bicicletta o con i mezzi pubblici e quando possibile a piedi, fa anche bene alla salute.

Le amministrazioni hanno poi la responsabilità maggiore: precise limitazioni e regole mirate contro l’abusivismo edilizio, meno leggerezza nella definizione dei piani regolatori, multe salate a chi infrange le regole e maggiore ‘controllo’ del territorio, in termini di tutela dell’ambiente e degli spazi ‘verdi’.

E così via all’infinito, perché sono infinite le possibilità che abbiamo per aiutare la nostra terra. Soprattutto però, non dobbiamo mai smettere di usare il nostro buon senso, di dimostrare concretamente il nostro amore per la Terra. Ogni gesto dedicato a lei è come un gesto d’amore alla nostra madre, a colei che ci dona vita, mezzi, risorse, bellezza, nutrimento, senza chiedere null’altro in cambio, che il nostro rispetto e il nostro amore.

Provate a cercare con il vostro buon senso qualche piccola azione quotidiana utile alla Terra e se volete, condividetelo con noi, su Italiamagazine.

http://www.italiamagazineonline.it/archives/9039/ecologia-vivere-salvareterra-gesti

Foto in licenza CC: Slow Flyer


mercoledì 13 aprile 2011

Ecologia del vivere: quelle ruspe che distruggono ogni speranza.


Quelle ruspe mi fanno male dentro. Stanno abbattendo gli ultimi alberi di un fazzoletto di terra vicino alla casa dove ho trascorso la mia infanzia, che si chiamava, o tutti chiamavano, “Bambinopoli”. E’ un piccolissimo terreno privato tra i palazzi di un ridente paesino balneare vicino Roma, dove tanti anni fa c’erano campi da tennis e giochi per bambini. Da qui il suo nome. Prima della televisione, di internet, del traffico, si viveva per strada, si giocava all’aria aperta e in luoghi come questo, sempre troppo pochi, si viveva la propria infanzia in libertà e all’aria aperta. Era un’area verde, un piccolissimo ma prezioso polmone in mezzo al cemento crescente, negli anni, sempre più invadente. Bambinopoli resisteva. E anche se non era più consentito l’accesso, restava una piccola oasi. Oggi, insieme agli alberi stanno abbattendo un pezzo di me. E anche la mia fiducia nelle Istituzioni, che dovrebbero tutelare le aree verdi, l’ecosistema, impedendo ai privati la cementificazione indiscriminata per puri interessi economici privati. In quel fazzoletto, infatti, è prevista la costruzione di due palazzi a sei piani. In un contesto di crescita demografica pari quasi a zero, non c’è questa esigenza di alloggi. E a conferma della diminuzione della domanda, a pochi chilometri sono stati edificati negli anni interi quartieri con villette a schiera e appartamenti popolari, perlopiù rimasti invenduti. Ora, chi vive da quarant’anni davanti al Bambinopoli, come molti residenti, abituato ad affacciarsi e respirare il profumo dei pini, con il mare che faceva capolino fra gli alberi, per il momento può osservare una spianata incolta senza alberi e a breve, si ritroverà davanti ad una massa di cemento che chiuderà per sempre ogni visuale e ogni speranza di vivere in un ambiente ecocompatibile. I residenti si sono sentiti parte lesa in tutta quest’operazione: in primo luogo per il discorso ecologico; poi per motivi di estetica urbanistica, poiché due edifici del genere, sarebbero addirittura più alti di tutti i palazzi circostanti; non indifferente anche il fattore economico, che vede un drastico abbassamento del valore dei loro immobili; per non parlare dell’aumento del traffico, delle macchine parcheggiate, dell’inquinamento e della vivibilità nell’area circostante. Ogni tanto per fortuna qualcuno si ribella ancora e questi onesti cittadini, si sono riuniti in un comitato spontaneo, apartitico, apolitico, semplicemente guidati dal buon senso e dal desiderio di mantenere in vita l’area verde. Con un grande impegno personale e di tempo, si sono rivolti all’Amministrazione locale per protestare contro il nuovo Piano Regolatore che ha permesso che tutto ciò avvenisse; alla Regione; alla magistratura amministrativa e a quella penale, ottenendo un blocco, almeno temporaneo, della costruzione dei due palazzi. Oggi queste ruspe, mi ricordano, in un linguaggio molto pratico, tipico della politica italiana, che non c’è limite giuridico, figuriamoci etico, che possa fermare il desiderio di arricchimento di alcuni, a discapito dell’equilibrio ambientale e sociale.

Bambinopoli dopo Ecologia del vivere: quelle ruspe che distruggono ogni speranza

Bambinopoli 'dopo'

Un equilibrio già così precario e difficile da mantenere, eppure così importante per sopravvivere e di cui ogni amministrazione pubblica avrebbe il dovere di tenere conto. Credo che essere un paese civile significhi anche sapersi assumere delle precise responsabilità nei confronti dei cittadini e delle aree urbane in cui essi si trovano a vivere. Eppure basterebbero delle leggi precise e inderogabili al riguardo. Delle indicazioni, dei vincoli di tutela, delle regole e i relativi controlli. Le amministrazioni stanno dimenticando che sono loro a dover dare il buon esempio perché non si perda del tutto la fiducia nelle istituzioni. Che promuovendo valori come il rispetto per l’ambiente, l’onestà, la bellezza, la trasparenza, l’efficienza, creando spazi vivibili, facendo sentire i cittadini tutelati (e non sempre fregati), potrebbero contribuire a formare una società migliore. Persone migliori. E invece ci fanno arrabbiare. C’è sempre più rabbia nei cittadini e sempre meno speranza nel futuro. Siamo tutti consapevoli di come vadano a finire queste cose in Italia, anche nella nostra vita quotidiana. Spesso rinunciamo a ribellarci, ci rassegniamo. A volte la rabbia è così forte che decidiamo di lottare. Sappiamo anche bene però, che non vinceremo mai, come le ruspe confermano.


http://www.italiamagazineonline.it/archives/8345/ecologia-del-vivere-quelle-ruspe