mercoledì 15 febbraio 2012
Ecologia del vivere: saggezza olimpionica
domenica 5 febbraio 2012
Ecologia del vivere: neve a Roma. Dobbiamo imparare ad essere più operativi
domenica 29 gennaio 2012
Ecologia del vivere: torna il Burano. Ci darà ancora una mano?
domenica 22 gennaio 2012
Ecologia del vivere: Elogio della gentilezza
domenica 15 gennaio 2012
Ecologia del vivere: impariamo a riconoscere e preparare il nostro futuro.
Perché invece, imparare ad anticipare i segni del cambiamento e una sua possibile direzione, può essere un esercizio molto redditizio, da molti punti vista. I grandi operatori di Borsa sanno che il momento migliore per comprare è quando tutti vendono, perché le aspettative del mercato in quei momenti sono così nere che ogni possibile evento negativo è già nei prezzi, stracciati. Anche il tempo si comporta allo stesso modo: quando la tempesta è al suo culmine, si stanno già preparando le condizioni per l’incipiente schiarita. E chi sa cogliere in anticipo i segni del cambiamento ha una marcia in più, come gli antichi romani. Perché, quando tutto sembra andare per il peggio, scruta dentro se stesso e scopre le ancora incerte fattezze del successivo, splendente ciclo positivo che lo aspetta e che ha preparato con il giusto comportamento.
Anche il sole, del resto, prepara la prossima primavera ricominciando a salire sull’orizzonte quando meno l’aspettiamo, nel pieno di un inverno che sembra non finire più.
lunedì 9 gennaio 2012
Ecologia del vivere: Swap party, torna di moda il baratto.
Di Stefania Taruffi
E’ arrivata anche in Italia la moda tutta anglosassone degli Swap Parties, le feste ‘scambiste’ (del riciclo, non del sesso) dove è possibile scambiarsi abiti d’abbigliamento, accessori, oggetti, mobili usati, ma in buono stato. Una nuova filosofia di consumo eco-sostenibile già diffusa negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, portata in Italia dall’associazione di promozione sociale, Atelier del Riciclo, fondata dalla giornalista Grazia Pallagrosi.
Consultando il sito (www.atelierdelriciclico.it), si identifica subito la loro mission: RECYCLED, NOT TRASH: “Rispetto al passato, rimane valido il concetto di recupero: oltre il 60% di ciò che scartiamo o buttiamo può diventare una risorsa. Ma l’Atelier si stacca dal concetto trash dello scarto per due motivi: recupera solo oggetti di qualità e ne promuove la riqualificazione - nella moda, nell’arte e nel design - e la rielaborazione attraverso percorsi creativi aperti non solo ai professionisti ma anche agli aspiranti eco-stilisti ed eco-designer.”
Atelier Del Riciclo si occupa del riuso creativo di oggetti che apparentemente hanno esaurito la loro funzione ma, per particolarità delle forme e qualità dei materiali, possono trasformarsi in opera con un nuovo ed elevato valore d’uso. Sul sito si possono identificare i luoghi, dove i party sono organizzati e parteciparvi, portando oggetti, capi d’abbigliamento, accessori in buono stato e di un certo valore commerciale ed estetico (non si tratta dunque di un mercato degli scarti). E’ possibile aver un piccolo spazio espositivo e da lì comincia il baratto, equo e solidale. Perché non serve andare in Africa, le difficoltà economiche regnano sovrane ormai anche nelle comuni famiglie italiane. E bisogna arrangiarsi un po’.
Spesso le nostre case sono piene di cose che non ci servono o piacciono più: regali non graditi, vestiti ancora nuovi e di qualità, ma di taglie ormai non più compatibili. Mobili e accessori in eccesso. In genere nei cambi stagione si creano enormi bustoni che finiscono nelle cantine o alle donne di servizio. Nel peggiore dei casi addirittura nella spazzatura. Spesso però neanche le donne di servizio o le comunità sanno che farsene di quel vestito da sera ancora buono, o del soprammobile in vetro di Murano, quantomeno della borsetta firmata. Oggetti che magari gratificherebbero una qualsiasi altra signora di uno swap party. Un salotto dunque, un’occasione d’incontro dove, tra un cocktail alla frutta e un thè, ci si libera di tante cose per acquisirne di nuove, e questo gratifica e ci fa stare meglio, come quando andiamo a fare shopping. Solo che qui è tutto gratis.
“Atelier del Riciclo è anche un marchio registrato che identifica nuovi modelli di ‘negozi’ ove, oltre ad acquistare prodotti ‘verdi’ selezionati da un team di stilisti ed esperti di design, si possono barattare abiti, accessori moda, bijoux e piccoli oggetti d’arredo, per rinnovare il proprio guardaroba e il look della propria casa a costo zero. E’ anche una community, un punto di ritrovo per persone di ogni età accomunate dal desiderio di condividere uno stile di vita eco-sostenibile: sia i soci sia gli abbonati allo swapping, infatti, possono accedere a una rosa di servizi e attività che vanno dagli swap party alla consulenza d’immagine, dai corsi di restyling del guardaroba e della casa fino alle mostre, alle serate eco-tematiche con happy hour e agli ‘assaggi’ di trattamenti e prodotti di bellezza con ingredienti naturali e bio”.
E’ un’idea vincente che scaturisce dal concreto bisogno di ottimizzare le risorse di ciascuno, in un periodo di forte recessione, dove è d’obbligo un sano downshifting (ridimensionamento) generale.
Viviamo in un mondo eccessivamente consumista, ci vendono il superfluo come indispensabile e il banale come fondamentale. E noi paghiamo, spesso a costi molto alti. Ogni cosa diventa presto obsoleta, con la scadenza programmata degli oggetti e sono creati così ad arte una serie di bisogni artificiali: un cellulare di ultimissima generazione, un nuovo televisore, un guardaroba a ogni stagione. Si è perso di vista l’essenziale, così come si sono persi i concetti di semplicità e cooperazione. Di sostegno reciproco, di tutela del patrimonio, di risparmio.
Come accade per la mente e negli affari della vita, a un certo punto, anziché accumulare, per non creare confusione occorre eliminare l’obsoleto, l’inutile, il superfluo, per accogliere e fare spazio al ‘nuovo’. E quando non ci arriviamo da soli, ci pensa la crisi a ricordarcelo.
sabato 31 dicembre 2011
Ecologia del vivere: un (capod)anno da cani, in attesa del Grande Cambiamento.
di Stefania Taruffi
E’ stato un anno difficile per molti. Attenti osservatori del movimento dei pianeti attribuiscono la colpa a Saturno (contro), il pianeta delle grandi trasformazioni che starebbe mettendo alla prova anche i più resistenti. Per quanto riguarda la difficile situazione del nostro paese io non andrei molto lontano e avrei nomi e cognomi cui attribuire colpe ben precise. Ora l’anno sta per finire, finalmente, e per quello che mi riguarda, ne sono felice. Più in basso non si poteva scendere e ora ci si aspetta solo di migliorare. Almeno a molti piace pensarla così, a dispetto dei movimenti catastrofisti e apocalittici sulla scia delle ‘previsioni astronomiche dei Maya’, che hanno previsto nel 2012 la fine del mondo.
Speriamo davvero che non accada, dopo tanti problemi e privazioni, credo sia più saggio credere nel movimento opposto, quello del Grande Cambiamento di Era, dell’inizio di un processo di Trasformazione del pianeta in un’ottica di maggiore attenzione all’ambiente, alla persona, ai valori, alla spiritualità, alla crescita interiore di ciascuno e alla salvaguardia del pianeta. Sicuramente meglio. D’altronde da secoli si contano i fiaschi apocalittici, perciò è difficile dargli ancora importanza. E poi per il 2012 sono addirittura cinque le antiche profezie: dei Maya, di Nostradamus, dei nativi americani, dei cambogiani e delle antiche civiltà sudamericane. Se a una Fine dobbiamo credere, che sia la Fine dell’autodistruzione e un nuovo Inizio: il salto verso un nuovo piano di coscienza personale e quindi, collettiva. Una nuova Era in cui si prenda coscienza del livello di decadenza in cui siamo piombati e si cominci a fare qualcosa di concreto per cambiare noi stessi, il paese in cui viviamo, il pianeta.
Pianeta. Altro tema relazionato al 2012. La NASA dice che parecchi pianeti si allineeranno, si parla di fascia fotonica, griglia magnetica, comete in arrivo, terremoti ed eruzioni e che l’attività del sole sarà massima nel 2012. Francamente di quello che accade lassù, non me ne importa molto. E che il sole porti più luce e calore, è certamente più invitante di un’ipotetica Era Glaciale.
Interessante la versione ‘spirituale’ indicata da Gianmarco Bragadin nel romanzo “L’eredità dell’Ordine di Melchisedek” secondo cui: “Cambieranno le nostre energie, ci sentiremo diversi, nasceranno bambini già preparati al cambiamento, la percezione del tempo sarà più veloce. Tutto ciò porterà al diffondersi di un’energia d’amore, una frequenza diversa, molto più elevata, quella della quinta dimensione. Chi ha lavorato su se stesso, chi vive con amore, aiuta il suo prossimo, diffonde i messaggi positivi, non ha nulla da temere “. Francamente questa versione mi rassicura molto.
La grande trasformazione dunque. Sarebbe davvero necessaria. Non la fine del mondo, ma di un mondo, quello che ha visto il potere del maschile, del denaro, dell’ingiustizia, dell’arrivismo, delle speculazioni, dell’indifferenza, delle guerre, delle ruberie e degli attacchi alla Natura e alla Madre Terra.
E allora ben venga il salto quantico, la modificazione dell’energia, la nostra profonda trasformazione interiore se tutto ciò porterà l’umanità verso una nuova Età dell’Oro. E’ la nostra speranza per il 2012.

